Rivitabitare…

La volontà di sviluppare il progetto “Permacultura dei Beni Immobili” nasce da un’esperienza di quotidianità di vita e lavoro di un gruppo di persone con professionalità diverse.
Poter fondere esperienze sociali-agricole ed edili, ci ha fatto comprendere quanto le competenze messe a disposizione per il bene comune, abbiano e stiano accrescendo la sostenibilità e la consapevolezza.

L’ambiente che ci circonda, i luoghi, gli spazi di vita
influiscono sul nostro modo di vivere.

L’onestà intellettuale di mettere in dubbio modelli di sviluppo di produzione e consumo e la consapevolezza di vivere un momento storico che ha forte esigenza di ecologia applicata ci donano una forte volontà di esprimere e condividere l’attività di “Permacultura dei beni immobili” e di proporla all’esterno.

La forza naturale ci dona una sorta di “creatività imprenditoriale armonica” semplicemente costruita nei vantaggi che ogni persona può ricevere dalle attività, dalle esperienze e dalle competenze di tutte le persone-aziende-professionisti partecipanti al progetto.

La gestione dei beni immobili, con una visione progettuale allargata, ci fa riconoscere quanto il valore di ogni bene si debba riconoscere come valore di natura, per poter sviluppare un’attività che concretamente riconosca che il vantaggio sociale deve essere sempre il valore assoluto.
Solamente questo stile di vivere e di lavorare produce effetti positivi e vantaggiosi.

L’attività vuole avere come obiettivo la creazione di posti di lavoro dignitosi per le persone. Non ha nessuna volontà di attivare azioni speculative.

Crediamo fortemente che ripartire dall’ecologia applicata sia l’unico strumento efficace per bloccare il degrado sociale che sta minando la qualità della vita umana.

La globalizzazione, che certo ha portato in ambito comunicativo e di scambio delle opportunità senza precedenti ha, congiuntamente al mondo finanziario, creato un sistema di competitività e di speculazione che ci ha restituito un modo di gestire il patrimonio dei beni immobili insostenibile.

Oltretutto ha uniformato normative, progettualità, utilizzo di materie prime e tecniche di attività penalizzando la crescita delle risorse e delle attività locali, riducendo l’esportabilità diffusa delle materie prime e dei prodotti di qualità del territorio. Questo fenomeno ha ridotto e sta riducendo le possibilità di risoluzione delle problematiche locali che richiedono la partecipazione attiva della popolazione.

I punti cardine su cui costruire una piattaforma allargata di progettualità e attività che perseguano i principi di permacultura sono:
– ETICA
– BILANCIO SOCIALE
– TRASPARENZA

L’ETICA per noi è un accordo tra due o più soggetti, nel rispetto della natura, che ha lo scopo di perseguire gli obiettivi concordati, con la consapevolezza che il bene comune è un bene proprio.
Il BILANCIO SOCIALE permette alle persone che condividono un percorso di “ bene comune” di comprendere quali vantaggi, azioni, sforzi, valori sono intrinsechi nella scelta di ogni singola azione. Le azioni devono avere alla base una progettualità ed una azione che elevino il vantaggio sociale.
La crescita personale alla TRASPARENZA è la strada per comprendere il valore del bene comune. La TRASPARENZA non deve appiattire la personalità ma deve esaltare il valore dell’unicità, delle bio-diversità, della vita. La TRASPARENZA come strumento per comprendere il vantaggio che crea un interesse nel bene comune.